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Il nome Brolo proviene dall'originale termine "Brolium", che nella bassa latinità aveva il significato di "parco o giardino".
Dalla ricostruzione della Tabula Peutingeriana, che descrive la viabilità della Sicilia nel IV secolo, si evince che la strada principale dell'Isola, ossia la Via Valeria, metteva in comunicazione la Sicilia settentrionale da oriente ad occidente, attraversando l'attuale centro urbano di Brolo seguendo quasi fedelmente il tracciato della S. S. 113: tale strada costituiva un asse di rilievo per gli scambi commerciali dell'epoca.
Forse ancor prima di essere un borgo di pescatori, il villaggio siciliano era parte fondamentale di quello che Catone, alcuni secoli prima, aveva denominato "granaio del popolo romano".
La storia dell'antico originario borgo medioevale nasce e si sviluppa intorno al Castello, costruito quasi a picco sul mare: il "maniero" dominava un vasto tratto della costa tirrenica, proteggendo le spiagge sottostanti dalle incursioni piratesche.
Questo edificio adibito al controllo della costa, unitamente al villaggio di pescatori era conosciuto, in epoca normanna, con il termine "Voab", toponimo lasciato in eredità dalla precedente dominazione araba ed il cui significato è "Rocca marina". L'attribuzione di una così impegnativa denominazione rende palese l'importanza che il villaggio ricopriva nel tratto di costa tra Capo d'Orlando e Capo Calavà, in virtù della sua particolare posizione geografica e strategica; il porto di Brolo era il solo presente in questo tratto di litorale, segnalato dal geografo Edrisi nel 1154 con il nome di "Marsa Daliah - il porto della vite" quasi sicuramente era protetto da una iniziale costruzione adibita all'avvistamento delle navi saracene.
Non si hanno notizie certe sui fondatori del primo insediamento; le fonti storiche più attendibili fanno risalire la costruzione del primo impianto urbanistico all'XI secolo, attribuendola ai Primati di Sicilia, nobile famiglia appartenente al ceppo di Bartolomeo d'Aragona e legata alla corte di Federico II. Si narra che Bianca Lancia, futura madre di Manfredi di Sicilia abitò nel castello.
L'espansione di Brolo avviene gradualmente; nel XVII secolo nella breve pianura, sottostante il castello, si sviluppa il centro abitato con la Chiesa Madre fatta costruire da Ignazio Vincenzo Abate, marchese di Longarino e Signore di Brolo, nel 1764, ed infine l'edificazione, lungo la strada regia, di alcuni palazzetti ottocenteschi definiscono il profilo urbano del paese.
Brolo quindi senza privarsi degli agi della modernità, mantiene memoria visiva del Medioevo consentendo al visitatore, in un tutt'uno, di assaporare la delizia dei luoghi, il gusto della leggenda, il sapore della storia, dei fasti nobiliari e della sapienza popolare.